free beer, and software
La libertà di creare
La libertà di creare è un concetto che si lega a quello di ritrovarla. Parte dal software: il software è la base, così come il computer è la base. Per questo la libertà di renderlo nostro, di renderlo vivo e personalizzarlo non è solo un'opzione: è cruciale, sia per noi sia per chi guarda quello che facciamo.
Quando facciamo arte su internet abbiamo a disposizione una quantità enorme di strumenti, e molti vanno usati per moltissimo tempo. Immagina di essere intrappolato in un solo strumento, apatico e impersonale: è come stare fisso con una persona che odi. Un incubo. In parte è proprio questo che ci avvicina al free software: ciò che usiamo dovrebbe rispecchiare ciò che siamo, così da poter dire quello che vogliamo con meno attrito possibile.
Net art
Il video che ho visto parlava di net art. Anche se il punto centrale non mi è chiaro, mi ha fatto riguardare le prime opere di questo ambito: qui trovi le principali, ma ce ne sono moltissime. Non è facile trovare un filo comune, però la maggior parte lavora proprio sulla personalizzazione del mezzo artistico, che sia per modificare la voce, lo sfondo o il modo stesso di condividere qualcosa.
La libertà di parola è il fondamento dell'arte, non della tecnologia. La tecnologia fa da ponte: sta nel mezzo, è un mezzo.
Free beer
Dal riferimento Beer, software, and Internet Art nasce l'interessante progetto Free Beer, che gioca sul doppio senso di "free" per distinguere il software libero da quello gratuito: "free as in freedom, not as in free beer". Nel contesto del software, libertà significa che l'utente può eseguire, studiare, modificare e ridistribuire il programma, al di là dell'eventuale costo. Libero nel senso di autonomia d'uso e di condivisione.
Il progetto di Superflex traduce questo concetto nella vita reale, applicandolo a un prodotto tradizionale come la birra: la ricetta viene pubblicata con una licenza che permette a chiunque di riprodurla a piacimento. È un sistema parallelo ai tradizionali diritti d'autore e brevetti, che porta la condivisione aperta anche nel mondo degli oggetti materiali. Sposta l'attenzione dal costo monetario alla libertà di azione e di condivisione, estendendo gli ideali del software libero a contesti più ampi, come i prodotti di consumo e la cultura materiale.